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Biblioteca Capitolare · Slow Verona

Slow Verona

Biblioteca Capitolare

Un manoscritto firmato nel 517 documenta la storia della biblioteca ancora in attività più antica al mondo.

Accanto al Complesso del Duomo esiste un luogo in cui la storia di Verona non è scolpita nella pietra, ma scritta sulla pergamena. La Biblioteca Capitolare nacque dallo scriptorium della cattedrale, dove i chierici copiavano i testi necessari alla vita religiosa e alla formazione.

La sua continuità è documentata dal Codice di Ursicino. Il copista vi annotò il proprio nome, il luogo e la data in cui aveva terminato il lavoro: Verona, 1° agosto 517. È questa testimonianza a permettere alla Capitolare di essere considerata la biblioteca più antica al mondo ancora in attività.

Le raccolte attraversano la cultura occidentale. Fra i tesori più noti si trovano una delle più antiche copie del De civitate Dei di sant’Agostino, le Istituzioni di Gaio e l’Indovinello Veronese, annotato tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo sul foglio 3 recto del Codice LXXXIX. Il testo recita: «Se pareba boves, alba pratalia araba, albo versorio teneba, negro semen seminaba». In italiano: teneva davanti a sé i buoi, arava bianchi prati, reggeva un bianco aratro e seminava un seme nero. La soluzione è la scrittura: i buoi sono le dita, il prato bianco è la pagina, l’aratro è la penna e il seme nero è l’inchiostro.

La parola «volgare» non significa qui linguaggio rozzo: indica la lingua parlata dal popolo, ormai diversa dal latino colto e in evoluzione verso le lingue romanze. L’Indovinello è quindi una delle più antiche testimonianze del passaggio dal latino alla lingua che diventerà l’italiano, anche se gli studiosi discutono se sia già volgare romanzo o latino medievale influenzato dal parlato. Il manoscritto è conservato nella Biblioteca Capitolare, ma l’originale non è necessariamente esposto durante ogni visita.

La biblioteca è sopravvissuta a terremoti, peste, requisizioni napoleoniche, all’alluvione del 1882 e ai bombardamenti del 1945. Oggi conserva oltre 1.200 manoscritti, incunaboli, migliaia di antichi testi a stampa e decine di migliaia di volumi.

La visita acquista ancora più significato se prosegue nel Complesso del Duomo e a Sant’Elena e gli scavi romani. Nello stesso isolato si passa così dai mosaici paleocristiani alla scrittura medievale, seguendo quasi senza interruzioni quindici secoli di storia veronese.

Una data scritta nel 517

Ursicino firmò e datò il manoscritto appena copiato il 1° agosto 517. Quella nota è la prima prova certa dell’attività dello scriptorium da cui nacque la Capitolare.

L’Indovinello Veronese

Nel Codice LXXXIX la scrittura diventa un campo: dita come buoi, pagina come prato bianco, penna come aratro e inchiostro come seme nero. Una traccia preziosa del passaggio dal latino al volgare.

Consiglio NAGI

Il percorso museale è visitabile, ma l’Indovinello originale non è necessariamente esposto. Controlla sul sito ufficiale visite, orari ed esposizioni prima di raggiungere la Capitolare.

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Biblioteca Capitolare di Verona – storia, Codice di Ursicino e principali tesori delle collezioni.

Visit Verona – patrimonio, consistenza delle raccolte e vicende storiche della Biblioteca Capitolare.

Foto hero: «Biblioteca Capitolare in Verona.jpg», Marco Almbauer, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0; immagine ridimensionata.