
Slow Verona
San Zen che Ride
Nell’abside della basilica, il patrono di Verona accoglie i visitatori con un sorriso impossibile da dimenticare.
Momento migliore: Mattina nei giorni feriali
Entra nella Basilica di San Zeno e guarda verso la piccola abside di sinistra. Seduto in trono, con la mitra, il pastorale e la mano alzata in segno di benedizione, il patrono di Verona sembra sul punto di scoppiare a ridere.
È una statua medievale policroma, opera di un artista anonimo. Il suo sorriso largo e sorprendentemente umano le ha regalato il nome con cui i veronesi la conoscono da generazioni: “San Zen che ride”.
Zeno veniva dall’Africa e fu l’ottavo vescovo della città nel IV secolo. La tradizione lo ricorda come il santo pescatore. Per questo dal suo pastorale pende un pesce: un dettaglio curioso che racconta il suo legame con l’Adige e con le storie popolari veronesi.
Tra affreschi, marmi e capolavori, è quel volto sorridente a restare nella memoria. Più che un’immagine solenne, sembra il saluto affettuoso del patrono alla sua città.
Il santo pescatore
Guarda il pastorale: vi è appeso un pesce. Ricorda San Zeno intento a pescare lungo l’Adige e la sua fama di “pescatore di anime”.
Consiglio NAGI
Non fermarti davanti all’altare maggiore: entra nella piccola abside di sinistra e osserva il volto dal basso. È lì che il sorriso si vede davvero.
Piazza San Zeno · Verona
Vedi su Google MapsFoto: David Monniaux, Wikimedia Commons, 2004 · CC BY-SA 3.0 · immagine ritagliata e corretta nel colore. Fonti: Comune di Verona e Catalogo generale dei Beni Culturali.
