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Porta Leoni · Slow Verona

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Porta Leoni

Una porta romana che non si impone: affiora tra un palazzo, la strada e uno scavo aperto come una pagina rimasta a metà.

Momento migliore: Mattina, quando la luce entra meglio tra gli edifici

Porta Leoni era uno degli ingressi principali della Verona romana. Si apriva sul cardo massimo, la grande strada nord-sud della città, e collegava l’abitato alle vie dirette verso il territorio a sud dell’Adige.

Costruita nella seconda metà del I secolo a.C., aveva una pianta quadrata, una corte interna, due passaggi ad arco e torri poligonali ai lati. Nel secolo successivo la struttura in tufo e mattoni fu resa più monumentale con una nuova facciata in pietra bianca locale.

Oggi la porta si legge a frammenti. Una parte della facciata è inglobata nel muro di un palazzo medievale; sotto il livello della strada, lo scavo lascia vedere le fondazioni di una torre, tratti delle mura e la pavimentazione antica.

È proprio questo il suo fascino: non una rovina isolata, ma la Verona romana che continua a comparire dentro la città di ogni giorno, tra biciclette, vetrine e persone di passaggio.

Dove sono i leoni?

Il nome non viene da statue sulla porta, ma da un coperchio di sarcofago romano con due leoni. Per trovarli, prosegui verso Ponte Navi: sono nel piccolo giardino, dietro il monumento a Umberto I.

Consiglio NAGI

Guardala da entrambi i livelli: prima affacciati sullo scavo, poi attraversa la strada e osserva la facciata inglobata nel palazzo. Infine continua fino ai due leoni che le hanno dato il nome.

Via Leoni · Verona

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Foto: High Contrast, Wikimedia Commons, licenza CC BY 3.0 DE. Immagine ridimensionata e convertita in WebP per la card.

Storia della porta e origine del nome: Visit Verona e Comune di Verona, portali ufficiali del turismo.