
Slow Verona
Il Palazzo del Pandoro
Un pandoro di pietra indica il luogo in cui nacque il dolce simbolo del Natale veronese.
Momento migliore: Tardo pomeriggio
Nella Verona di fine Ottocento, la notte della Vigilia profumava di levà, il dolce preparato nelle case. Domenico Melegatti partì da quella tradizione e la trasformò, aggiungendo burro e uova per ottenere un impasto più soffice e ricco.
Nel laboratorio di Corso Porta Borsari 21 nacque il pandoro. Il 14 ottobre 1894 Melegatti ne brevettò il nome, la ricetta e l’inconfondibile forma a stella di otto punte.
Il suo cuore, però, è vivo: il lievito madre. Durante la grave crisi economica del 2017–2018, alcuni operai entrarono ogni giorno nello stabilimento Melegatti chiuso per rinfrescarlo e impedirgli di morire.
Verona custodisce anche un’altra storia. Alla Bauli, altra storica industria dolciaria della città, durante l’incendio di Castel d’Azzano del 1996 un’operaia strappò alle fiamme “Futura”, il prezioso lievito madre dell’azienda.
Lo scatto perfetto
Inquadra dal basso il pandoro in pietra sulla terrazza, lasciando il cielo blu come sfondo.
Consiglio NAGI
Cerca i pandori scolpiti in cima al palazzo: molti passano sotto senza notarli.
Corso Porta Borsari 21 · Verona
Vedi su Google MapsMelegatti: “Lievito madre” di Silvino Gonzato (2018). Bauli: “1996 – La fabbrica sta bruciando” di Pietro Castellitto (2024).
