
Slow Verona
Il Palazzo dei Pupazzi
In una strada appartata, un’intera famiglia di pietra regge finestre e balconi. Uno dei personaggi, però, preferisce voltarsi verso il muro.
Momento migliore: Tarda mattina, quando la luce entra in via San Cosimo
Via San Cosimo è stretta e silenziosa. Proprio per questo la facciata che appare al numero 4 sembra ancora più sorprendente: figure, mascheroni e creature fantastiche occupano ogni spazio, come se il palazzo avesse improvvisamente preso vita.
È Palazzo Turco-Sagramoso-Scandola, ma i veronesi lo conoscono come Palazzo dei Puoti. “Puoti”, in dialetto, significa pupazzi o fantocci: sono le cariatidi e i telamoni, figure femminili e maschili usate al posto delle colonne per sostenere portale, finestre e cornici.
Pio Turco fece realizzare la nuova facciata negli anni successivi alla battaglia di Lepanto del 1571. Le figure vestite alla persiana e le iscrizioni celebrative trasformarono così la casa in un ricordo di pietra della vittoria veneziana. Il Catalogo dei Beni Culturali attribuisce il progetto a Domenico Curtoni, anche se la paternità dell’opera continua a essere discussa dagli studiosi.
Poi arriva il dettaglio più divertente. Sul palazzo di fronte un mascherone mostra una lingua enorme; uno dei puoti sembra rispondergli voltandosi verso il muro. Non fu un duello progettato — la facciata con la linguaccia è più antica — ma da quel punto della strada le due case sembrano ancora prendersi in giro.
Il duello di facciate
Trova il mascherone con la lingua al civico 1, poi cerca sul Palazzo dei Puoti la figura girata di spalle. Con due fotografie avrai domanda e risposta.
Consiglio NAGI
Fermati sul lato opposto e osserva la facciata dal basso verso l’alto. A destra del portale cerca la parte incompiuta: conserva ancora la casa quattrocentesca.
Via San Cosimo 4 · Verona
Vedi su Google MapsFoto: Andrea Bertozzi (Lo Scaligero), Wikimedia Commons, 2021 · CC BY-SA 4.0 · ritaglio e colore modificati. Fonti: Catalogo generale dei Beni Culturali e Verona Fedele.
