
Slow Verona
Dante a Verona
Sembra il ritratto silenzioso di un poeta. Nel 1865, invece, quella statua parlava all’Austria in nome dell’Italia.
Momento migliore: Prima mattina, con la piazza ancora vuota
Piazza dei Signori, per tutti ormai Piazza Dante. Al centro il poeta tiene un libro e gira il capo verso il Palazzo del Podestà: il palazzo degli Scaligeri ricorda gli anni dell’esilio trascorsi a Verona, prima presso Bartolomeo e poi alla corte di Cangrande.
La statua, scolpita dal giovane veronese Ugo Zannoni, fu eretta nel 1865 per il sesto centenario della nascita di Dante. Ma la celebrazione aveva un significato che andava ben oltre la letteratura: Verona era ancora sotto il dominio austriaco e Dante rappresentava la lingua, la cultura e l’unità di un’Italia alla quale la città desiderava appartenere.
Per evitare la reazione delle autorità austriache, il monumento fu collocato quasi in segreto nella notte tra il 13 e il 14 maggio e inaugurato alle quattro del mattino. Appena un anno più tardi, nel 1866, Verona sarebbe entrata nel Regno d’Italia.
Anche l’iscrizione alla base parla chiaro: ricorda Verona come il primo rifugio del poeta e invoca «ogni terra italiana». Così l’ospitalità medievale offerta a Dante diventò, nell’Ottocento, una silenziosa dichiarazione risorgimentale.
Lo scatto perfetto
Ritrai Dante leggermente dal basso e di tre quarti, lasciando alle sue spalle il Palazzo del Podestà: seguirai con l’obiettivo la direzione del suo sguardo.
Consiglio NAGI
Prima della foto, cerca sulla base le parole «ogni terra italiana»: sono la chiave per leggere la statua non solo come omaggio al poeta, ma come simbolo del Risorgimento.
Piazza dei Signori · Verona
Vedi su Google MapsFoto: Alessandro Pace, Wikimedia Commons, 2018 · CC BY-SA 4.0 · ritaglio e colore modificati. Fonti: Comune di Verona e Musei Civici di Verona.
