
Slow Verona
Le Bocche delle Denunce
Sui muri del Palazzo della Ragione, due volti di pietra custodiscono ancora i segreti della Verona veneziana.
Momento migliore: Mattina, con luce radente
Passando accanto al Palazzo della Ragione, basta abbassare lo sguardo. Dal muro emerge un volto severo, con una fessura al posto della bocca. Non è una semplice decorazione: nel Settecento vi si infilavano denunce destinate alla magistratura cittadina.
Le bocche veronesi erano due e ognuna ascoltava accuse diverse. Quella di via Dante raccoglieva segnalazioni sul contrabbando della seta e sulle lavorazioni senza licenza. Quella affacciata su Piazza dei Signori, collegata alla Camera Fiscale, era riservata agli usurai e ai contratti usurari.
Erano chiamate «Boche per le Denunzie Segrete», o «Boche de leòn», secondo un sistema diffuso nei territori della Repubblica di Venezia. Ma non bastava far scivolare un foglio nella fessura: servivano prove concrete e la conferma di almeno tre testimoni. Senza questi elementi, la denuncia veniva bruciata.
Oggi quelle bocche non raccolgono più accuse. Continuano però a raccontare una città nella quale perfino un muro poteva diventare strumento di giustizia, controllo e paura.
Due bocche, due reati
Cerca entrambe le lastre: in via Dante si denunciavano gli illeciti legati alla seta; in Piazza dei Signori l'usura.
Consiglio NAGI
Leggi lentamente le iscrizioni incise nella pietra: parole come «sede» e «cavaleri» parlano della seta e dei bachi, non di sedie o cavalieri.
Via Dante Alighieri · Verona
Vedi su Google MapsFoto: Andrek02, Wikimedia Commons, 2022 · CC0 1.0 · immagine ritagliata e corretta nel colore. Pagina originale: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Bocca_delle_denunce_segrete_Verona.jpg
Fonte storica: Visit Verona, portale turistico ufficiale · https://www.visitverona.it/it/luoghi/bocche-delle-denunce
